24° Festival Musicale del Mediterraneo

 

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Il 24° Festival Musicale del Mediterraneo torna a Genova e Palazzo Ducale ospita tre tappe della kermesse. Qui il programma

Domenica 28 giugno 2015, ore 20.30
B’net Hourraiyat
Marocco
Sala Maggior Consiglio

Sebbene si siano stabilite da tempo a Marrakech, le B’Net Hourrayatt sono berbere e provengono dai villaggi confinanti con Taroudant nella fertile pianura dell’Houara, a sud-est della città. Le quattro donne che compongono il gruppo hanno imparato a cantare fin dall’infanzia e si sono esibite soprattutto in occasione di feste come matrimoni, nascite, circoncisioni, importanti occasioni sociali per le quali vengono regolarmente ingaggiate.

Hanno dimostrato una grande passione nell’esplorare quello che è diventato un vastissimo repertorio di canzoni rituali e d’amore (sia berbero rurale che arabo urbano). Il loro repertorio comprende canti berberi dell’Houara, ma anche la musica “Robi” praticata a Rehamma (vicino Marrakech) che prevede l’uso dei sonagli metallici tubsil, e la musica della regione di Haouz, dallo stile ritmico vivace e riconoscibile dall’uso del tamburo daadoua (simile al darabuka)
insieme ai bendir. Trapiantate da anni nel contesto urbano, le B’net hanno appreso anche un genere tipicamente cittadino, il chaabi. Si sentono vicine alle confraternite Gnawa per i ritmi, l’accesso alla trance, lo stile di vita e l’interpretazione dell’Islam, allo stesso tempo popolare e mistico (tasawwuf).

Venerdì 3 luglio 2015, ore 21
Monaci di Tashi Lhunpo
Tibet
Sala Maggior Consiglio

Canti, danze sacre e rituali in maschera, strumenti ancestrali e preghiere buddiste, pregne di invocazioni di prosperità e benedizioni universalI: sono i Monaci del Monastero tibetano di Tashi-Lhunpo, fino all’occupazione cinese uno dei maggiori centri accademici del Tibet, frequentato da oltre seimila tra studenti e monaci, nonché sede del Pachen Lama, secondo leader spirituale per importanza dopo il Dalai Lama.

Accanto agli studi filosofici, nei monasteri tibetani sono state preservate antichissime tradizioni rituali, legate sia al canto che alla danza, nonché alle forme del teatro popolare. Il monastero di Tashi Lhunpo ha potuto sviluppare una forte attività educativa e culturale, dedicando un particolare interesse al canto e alle danze Cham.

L’origine del Monastero di Tashi Lhunpo in Tibet risale al 1447 e la sua fondazione e attribuita al primo Dalai Lama, Sua Santità Gyalwa Gendun Drup. Tashi Lhunpo e, con i monasteri di Sera, Gaden e Drepung, uno dei quattro piu grandi e importanti centri culturali e religiosi del Tibet centrale.

A seguito dell’invasione cinese del 1959, il Monastero e stato ricostruito nell’esilio di Bylakuppe, regione del Karnataka nel sud dell’India, per raccogliere in modo particolare i monaci provenienti dalla regioni himalayane di Spiti, Khunu, Ladakh, Ghashar e Sangkhar.

Sabato 4 luglio 2015, ore 21
Indira Mellou Group & Galata Mevlevi Sema Ensemble
Turchia
Sala Maggior Consiglio

Con il Sufismo si fa riferimento all’aspetto esoterico dell’Islam. Il termine deriva dall’arabo tasavvuf o suf “lana”; originariamente si dava questo nome agli asceti che portavano un vestito di lana ordinaria, in segno di rinuncia alle vanità del mondo. L’idea fondamentale del sufismo ha per origine non soltanto alcuni passaggi del Corano, ma anche le numerose tesi più gnostiche, panteistiche, ecc. che circolavano nel mondo bizantino, e anche il buddhismo.

La dottrina sufista è una dottrina dell’unità: la totalità delle cose create, compreso l’uomo, non è che un’immensa manifestazione della divinità. Questo panteismo condiziona il destino umano. Lo scopo del saggio sufista è quello di raggiungere una completa immersione dell’io individuale nella sostanza universale.

Questa immersione (fana) si compie passando per tre tappe: l’osservanza del-Indira Mellou Group & Galata Mevlevi Sema Ensemble Turchia la legge, alla quale il sufista obbedisce non per timore, ma per amore di Allah; l’ascetismo, la preghiera e la meditazione (è ciò che il sufismo chiama la Via); infine il raggiungimento della certezza assoluta, paragonabile alla beatitudine del buddhista che raggiunge il nirvana. Il Sema Ensemble, si esibirà questa volta con le danzatrici rotanti donne, per la prima volta in Italia , diretto da Indira Melloul direttrice della Rumi School di Parigi, studiosa della ritualità e danza estatica con Sheikh Nail Kesova, capo confraternita e direttore del Sema Ensemble.

Nail Kesova direttore, compositore
Al Sheikh Mustafa Aydın Öksüz tanbour
Selçuk Gürez nay, kudum, vocal, soloist
Utku Yiğit kanun
Indira Melloul, Helene Hirrien, Christine
Astier, Mathilde Rondet danza rotante

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